21 ottobre 2017

Normativa vigente in camerun in materia di separazione e divorzio

mariageLa domanda di separazione o di divorzio dei coniugi – Norme procedurali. Affidamento e mantenimento dei figli. Condizioni della donna dopo il divorzio.

IL DIVORZIO

In quali casi si può divorziare.
Il vigente Codice Civile camerunese (artt. 229, 230, 231 e 232) prevede tassativamente che il divorzio può essere richiesto ne seguenti casi:
Il marito può chiedere il divorzio per adulterio della moglie (art. 229);
La moglie può chiedere il divorzio per adulterio del marito (art. 230);
Un coniuge può chiedere il divorzio quando l’altro è stato condannato ad una pena detentiva infamante (art. 231);
Un coniuge può chiedere il divorzio per eccessi, sevizie e ingiurie, allorché i fatti denunciati costituiscano una violazione grave dei doveri e delle obbligazioni nascenti dal matrimonio, tale da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza (art. 232);

Procedura. Affidamento e mantenimento dei figli.
Agli articoli 236 e segg. il Codice Civile camerunese detta le seguenti disposizioni procedurali sul divorzio, che si estendono al giudizio di separazione per l’espresso richiamo contenuto nell’art. 307 (“les articles 236 à 244 lui seront applicables”), e precisamente:

Artt. 236-238: Il Presidente del Tribunale, a seguito di presentazione della domanda di divorzio, fissa l’udienza di comparizione personale delle parti e a tale udienza, sentite le parti, esperisce il tentativo di conciliazione, quindi, constatata la mancata conciliazione, pronuncia una ordinanza con la quale può autorizzare i coniugi a vivere separati e in ogni caso autorizza il ricorrente a dar corso alla procedura giudiziale davanti al Tribunale.

Con la stessa ordinanza il giudice, se c’è una istanza in tal senso, emette provvedimenti relativi alla residenza del coniuge ricorrente, e detta disposizioni sull’affidamento provvisorio dei figli, sulla restituzione degli effetti personali, e parimenti può dettare disposizioni sulla eventuale richiesta degli alimenti (art. 238, 2° comma: “Il statue à nouveau, s’il y a lieu, sur la résidence de l’epoux demandeur, sur la garde provisoire des enfants, sur la remise des effets personnels, et il a la faculté de statuer également, s’il y a lieu, sur la demande d’aliments”).

Inoltre, in presenza di figli minori, il Presidente incarica tutte le persone qualificate per raccogliere informazioni sulla situazione materiale e morale della famiglia, sulle condizioni in cui vivono e sono allevati i figli e sulle misure da prendere eventualmente per quanto riguarda il loro affidamento definitivo (art. 238, 3° comma).

Art. 239: La causa di divorzio è istruita nella forma ordinaria, viene discussa in Camera di Consiglio, sentito il Pubblico Ministero, e si conclude con sentenza emessa in pubblica udienza. Il ricorrente può, in qualunque stato e grado del giudizio, modificare la domanda di divorzio in domanda di separazione.

Art. 240: “Il Tribunale può, su domanda di una delle parti interessate, sia su domanda di uno dei membri della famiglia, sia su richiesta del Pubblico Ministero, sia anche d’Ufficio, ordinare tutte le misure provvisorie che a suo avviso sono necessarie nell’interesse dei figli.

Egli pronuncia anche sulle domande relative agli alimenti per la durata del giudizio, sulle provvisionali e su tutte le altre misure urgenti”.
Art. 244: Il procedimento di divorzio si estingue in caso di sopravvenuta riconciliazione dei coniugi.

L’ordinamento giuridico camerunese vigente non prevede l’ipotesi del divorzio consensuale, visto che le disposizioni del codice civile che lo regolavano (articoli da 275 a 294), sono state abrogate con legge del lontano 27 luglio 1884.

Quanto al diritto di visita a favore del coniuge non affidatario, il Codice Civile camerunese non contiene precise disposizioni al riguardo. Ne consegue che il diritto di visita è di fatto regolato in base alle consuetudini e tradizioni locali, e comunque i Tribunali normalmente dettano precise disposizioni al riguardo.

Sulle condizioni della donna dopo il divorzio
La coesistenza della giurisdizione di diritto moderno, appartenente ai Tribunali di Grande Istanza, e della giurisdizione di diritto tradizionale, appartenente ai Tribunali di Primo Grado, non favorisce la protezione dei diritti patrimoniali della donna dopo il divorzio.
Nonostante che la Corte Suprema abbia affermato il principio della supremazia del diritto sulla tradizione, i diritti patrimoniali della donna restano comunque influenzati dalla tradizione che nei tribunali è rappresentata dai cosiddetti Assessori, che fanno parte del collegio giudicante. Infatti, i giudici dei Tribunali di Grande Istanza hanno instaurato la prassi c.d. della proporzionalità dei contributi, in base alla quale, in sede di scioglimento della comunione legale tra i coniugi, viene assegnata alla moglie la quota di un quarto dei beni comuni ma a condizione che essa provi documentalmente di avere partecipato concretamente alla loro acquisizione al patrimonio familiare.

Quando il divorzio è pronunciato per colpa del marito, il Tribunale pone a carico di quest’ultimo l’obbligo di corrispondere mensilmente alla moglie un assegno di mantenimento.
La donna comunque viene spesso a trovarsi di fronte a difficoltà di ogni genere. In caso di conciliazione è lei che viene costretta più frequentemente a lasciare il domicilio coniugale con i figli, e deve partire senza alcuna compensazione di carattere finanziario e senza l’assegno alimentare, considerato che normalmente il marito, anche quando è stato condannato a pagare l’assegno mensile, quasi mai effettua spontaneamente il pagamento. Si rende necessario promuovere contro di lui nuove procedure costose che finiscono per far desistere la moglie da ogni proposito di agire esecutivamente per far valere i propri diritti.

LA SEPARAZIONE.

Normativa applicabile.
In base all’art. 306 del Codice Civile camerunese, ciascuno dei coniugi può chiedere la separazione negli stessi casi previsti per la domanda di divorzio, e cioè nei casi di cui agli artt. 229-232 dello stesso codice.
Il giudizio di separazione è regolato dalla stessa normativa sul divorzio, in forza del richiamo di cui al 1° comma dell’art. 307.
Di conseguenza in Camerun non è ammessa la separazione consensuale.
Decorsi tre anni dalla separazione, senza che sia intervenuta la riconciliazione, la sentenza di separazione si trasforma automaticamente in sentenza di divorzio a semplice richiesta di uno dei coniugi (art. 310).

Firenze, 23 Novembre 2015

IL CONSOLE ONORARIO
Avv. ILDO MORELLI

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